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Opportunità di business in Cile

Il Cile è l’unico paese OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) del Sud America con profili di rischio assimilabili a quelli di un mercato avanzatoL’elevata qualità del comparto della meccanica strumentale italiana e l’ampia disponibilità di materie prime e risorse naturali cilene – il paese è uno dei principali esportatori di rame del mondo – consentono di individuare nel settore minerario, manifatturiero e tecnologia per l’agroalimentare i migliori margini di crescita per l’export italianoLa stabilità dell’assetto politico, le solide performance economiche e un business climate favorevole verso gli investitori stranieri, rendono il Cile un mercato importante da presidiare in cui l’Italia può già contare su un buon posizionamento e sulla presenza ormai consolidata di alcuni dei maggiori gruppi industriali nazionali.

La chiave delle relazioni bilaterali è lo scambio tra materie prime cilene e macchinari e tecnologia italiani. Tuttavia, il Cile ha più volte manifestato il proprio interesse a studiare e, con gli opportuni aggiustamenti, “riprodurre” in loco il sistema italiano delle PMI (legislazione di appoggio alle PMI, sistema di credito, distretti industriali, consorzi all’esportazione). L’incentivo di un sistema di PMI e di distretti industriali apre un grande spazio d’inserimento agli imprenditori italiani interessati ad investire in Cile e alla internazionalizzazione delle nostre PMI.

Settori di opportunità:

Agroindustria vi sono notevoli potenzialità di rafforzare ulteriormente la cooperazione con l’industria italiana (macchine per la lavorazione e l’impacchettamento), per dotare l’agricoltura cilena degli strumenti per la creazione di valore aggiunto. Inoltre, il nostro sistema di produzione agro alimentare incentrato sulla qualità, i prodotti tipici locali e il ruolo delle piccole e medie imprese, è oggetto di particolare attenzione per le autorità cilene.

-Nel comparto infrastrutturale, Il Cile necessita di rafforzare la propria rete per dare impulso allo sviluppo economico (il Paese figura al 50° posto nella classifica di Infrastruttura Globale 2014 elaborata dal “World Economic Forum”). Le imprese italiane hanno già acquisito nel corso degli ultimi anni una rilevante esperienza e visibilità nel mercato locale grazie alla realizzazione di importanti opere.

Lo scorso anno il Governo Bachelet ha presentato la propria “Agenda per le infrastrutture, sviluppo ed inclusione”, il portafoglio di lavori pubblici più ambizioso degli ultimi 10 anni, per un valore totale di 27 miliardi di US$. Essa prevede investimenti diretti e concessioni, con l’obiettivo di portare la spesa per infrastrutture e la produzione di “beni pubblici” dall’attuale 2,5% del PIL al 3,5% nei prossimi otto anni. Per il periodo 2014-2020 è previsto un portafoglio di progetti in concessione per oltre 9,9 miliardi di US$, che comprendono aeroporti, autostrade, dighe, etc.

Durante il periodo 2014-2020 è previsto inoltre un forte investimento in progetti regionali nel settore infrastrutturale per un ammontare totale di 18 miliardi di US$. Nel settore ferroviario è in fase di elaborazione da parte della “Empresa de Ferrocarriles del Estado” un piano di modernizzazione ed ampliamento della rete, che prevede la realizzazione entro il 2020 di 18 progetti per un totale di circa 8 miliardi di US$. Le prime gare dovrebbero essere bandite a partire dal secondo semestre 2016.

-Nel comparto delle telecomunicazioni è stato annunciato un Piano Nazionale di Infrastrutture con investimenti pari a US$ 1,5 miliardi per i prossimi cinque anni, con l’obiettivo di migliorare ed estendere, anche nelle zone più remote, la connettività digitale per raggiungere i livelli medi degli altri Paesi OCSE.

-Settore energetico, tenuto conto della forte opposizione dell’opinione pubblica alla realizzazione di grandi progetti di tipo convenzionale, l’esecutivo sta mettendo in campo una serie di politiche di sostegno alle energie rinnovabili non convenzionali (ERNC), che rappresentano oggi il settore in maggiore espansione. Al riguardo, lo scorso anno è stata introdotta “l’Agenda per l’Energia”, che promuove soprattutto lo sviluppo delle ERNC. La capacità installata si è infatti più che raddoppiata negli ultimi due anni con investimenti nel 2014 pari a circa 1,4 miliardi di US$, cifra superata solo da Messico e Brasile. Attualmente la percentuale di energie rinnovabili non convenzionali in Cile rappresenta l’11,7% di cui il 40% è costituito dall’eolico, il 23% dal solare, il 19% da biomassa, il 16% da mini-idro, ed il 2% da biogas. I programmati investimenti potrebbero dunque trovare negli operatori italiani interlocutori ideali per la controparte cilena in virtù sia del nostro “know how” tecnico sia della capacità di realizzare progetti compatibili con la realtà sociale, che i cileni ci riconoscono.

-In ambito sanitario, vi sono ottime potenzialità in un comparto in cui dominano le cliniche private (la spesa pubblica ammonta solamente al 3.8% del PIL contro una media OCSE di circa il 10%). Il Governo Bachelet ha inoltre annunciato nel 2014 la volontà di effettuare un investimento di oltre 4 miliardi di dollari per la realizzazione di numerosi ospedali (20 costruiti, 20 in fase di realizzazione e 20 in fase di studio entro il 2018) nonché molti centri di salute. Esistono dunque interessanti opportunità per le nostre aziende, dal momento che l’Italia vanta un livello di assoluta eccellenza nella produzione e distribuzione di attrezzature biomedicali e di medicinali, disponendo quindi delle potenzialità per diventare un partner di primo piano in questo settore.

-Il settore del lusso è in forte espansione, con Santiago che è divenuta in pochi anni il secondo polo in America Latina dopo San Paolo. Prova ne è il graduale e costante aumento della presenza diretta dei principali marchi del settore, che ha portato alla costruzione di due mall dedicati esclusivamente a prestigiose firme internazionali. Secondo l’Associazione cilena del Lusso, le vendite di abbigliamento del lusso nel 2013 hanno raggiunto 15 milioni di dollari con una crescita del 14%, mentre il giro di affari ha superato i 500 milioni di dollari, con proiezioni di mantenimento di tale dinamismo nel prossimo biennio. Buona parte della clientela è costituita dai turisti brasiliani che, considerato l’elevato livello dei dazi e costi di importazione esistenti nel proprio Paese, acquistano le grandi marche in Cile ad un prezzo più vantaggioso (soprattutto oreficeria, bigiotteria, cosmetica e abbigliamento). Al secondo posto si collocano i visitatori argentini.

-Per quanto concerne il turismo, con la riapertura del volo diretto Roma-Santiago dal 1/5/2016 da parte di Alitalia, il nostro paese costituisce una importante piattaforma per il turismo cileno in Europa, concorrendo con Madrid e Parigi, gli unici paesi europei che dispongono di un collegamento diretto. Roma potrebbe inoltre rappresentare lo scalo ideale per l’intera aerea mediterranea, che ha visto un sensibile incremento di visitatori cileni negli ultimi anni. Infine, la ripresa di un collegamento diretto con l’Italia potrebbe contribuire ulteriormente allo sviluppo delle nostre relazioni economiche, “avvicinando” sensibilmente i nostri due paesi.

1. Crescita economica sostenuta: negli ultimi 4 anniil PIL è cresciuto in media del 4,4%;

2. Paese tra i più stabili e prosperi dell’America latina: guida la classifica dell’area in termini di competitività, reddito pro capite e basso livello di corruzione;

3. Rapporto consolidato sia dal punto dell’interscambio che degli investimenti e forte complementarietà delle nostre economie: scambiamo tecnologia in cambio di materie prime;

4. Apertura al commercio estero e agli investimenti: è il primo Paese per numero di Trattati di libero commercio conclusi a livello mondiale (in vigore anche l’accordo di libero scambio con l’UE dal 2003) e assicura un trattamento agli investitori stranieri equiparato a quelli locali;

5. Paese piattaforma: nonostante le limitate dimensioni del mercato interno, la rete di accordi commerciali conclusi gli garantisce accesso ai mercati dell’Asia-Pacifico ed ad un bacino potenziale di 3,5 miliardi di consumatori;

6. Nuove opportunità di collaborazione: necessità di diversificare l’economia e di rendere più efficienti quelli tradizionali attraverso l’acquisizione di tecnologia e know-how.

Fonte: ITA-ICE Santiago del Cile